Rd pali
Tiranti e paratie in cemento armato
Tiranti a trefolo in berlinese di micropali

Tiranti

I tiranti di ancoraggio: sono elementi strutturali operanti in trazione, in grado di trasmettere la forza al terreno attraverso un´armatura a trefoli in acciaio.

L´utilizzo più comune dei tiranti è all´interno delle opere di sostegno degli scavi, in abbinamento con micropali o pali (nelle berlinesi) o con diaframmi in c.a.; aumentando il numero di ordini di tiranti, infatti, è possibile effettuare scavi anche ad elevate profondità senza necessariamente realizzare strutture verticali eccessivamente pesanti.

Le portate dei tiranti variano, a seconda del numero di trefoli, da 15 a oltre 120 tonnellate.
Le parti funzionali di un tirante si distinguono in:

  • una serie di trefoli in acciaio, che costituiscono l´armatura del tirante, suddivisa a sua volta nel bulbo di ancoraggio (parte di trefolo nudo che si ancora nel terreno) e nella parte libera (parte di trefolo rivestito con una guaina che consente, a seguito della tesatura, di tarare la forza di trazione trasmessa dal tirante alla struttura di sostegno;
  • una testata di ancoraggio, costituita dalla piastra di bloccaggio che serve a trasferire il carico in trazione dal trefolo alla struttura di ritenuta;
  • le cannette di iniezione, che consentono di garantire il corretto getto delle malte in pressione e l´intasamento del foro per tutta la lunghezza. Le stesse cannette, se richiesto, possono essere provviste di valvole per l´iniezione ripetuta.

In funzione della durata temporale della loro azione, i tiranti vengono distinti in tiranti provvisionali, la cui funzione è limitata nel tempo in quanto non è più necessaria a seguito del completamento della struttura, e tiranti permanenti, che, dovendo garantire una durata pari a quella dell´intera struttura di sostegno, necessitano di adeguate protezioni contro la corrosione.
Le fasi di esecuzione di un tirante possono essere così riassunte:

  • Perforazione, eseguita a rotazione o rotopercussione con sonda idraulica, eventualmente con rivestimento del foro.
  • Posa dell´armatura.
  • Getto della malta in pressione, attraverso le apposite cannette.
  • Collaudo, da effettuarsi a maturazione avvenuta del getto con un carico pari a 1,2 vv il carico di esercizio.
  • Tesatura al carico di progetto.